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A scuola si parla di cyber bullismo e di sicurezza on-line

cyber bullismo

Cari genitori e ragazzi,

il nostro modello educativo è basato sull’ ascolto e sul dialogo. Per questo abbiamo deciso, con le classi terze della scuola secondaria di 1° Santa Filomena di affrontare, insieme a persone competenti, un argomento molto attuale e difficile, perché, per alcuni aspetti, è anche poco conosciuto e prevedibile.

 

Riteniamo, infatti, che bullismo e cyber bullismo siano temi importanti da affrontare nel periodo della pre-adolescenza.

Questo 22 marzo, le classi terza A e B, durante le prime due ore di lezione, hanno assistito ad un intervento di Marco Lanzi della SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia).

Questi sono stati alcuni degli argomenti della mattinata:

  • responsabilità penali e civili del cyber bullismo;
  • la figura del bullo, della maggioranza silenziosa e della vittima;
  • il vissuto dei minori al tempo della rete;
  • consigli su come cercare di difendersi e affrontare atti di bullismo e cyber bullismo.

Un utilizzo consapevole di Internet comincia con l’informazione, il dialogo e il confronto. Abbiamo anche scambiato due chiacchiere con la responsabile del progetto, la professoressa Valentina Zamagna.

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Il ruolo della scuola e dell’insegnante in relazione ai fenomeni del cyber bullismo

La prof. Valentina ci spiega che, secondo noi, l’insegnante non può avere un ruolo esclusivamente di tipo nozionistico. La parola “educazione” implica molte importanti sfumature, non correlate sempre con i voti e i risultati accademici.

“Abbiamo affrontato argomenti importanti e parlato di fatti tragici realmente accaduti, come quello di Carolina Picchio, quattordicenne suicida per un video pubblicato in rete. Ci siamo resi conto, insieme, che le parole, scritte o dette a voce, a volte fanno più male delle percosse. I ragazzi sono stati particolarmente sorpresi dall’indifferenza delle persone che si sono chiamate fuori senza alcuno scrupolo. Il messaggio che volevamo trasmettere con tanta forza ai ragazzi è quello di avere il coraggio di denunciare fenomeni come questo. Un piccolo gesto può evitare grandi tragedie”.

Valentina ci spiega anche che, dal punto di vista del sistema scolastico, potrebbe essere utile e sorprendentemente efficace avere un insegnante che sia il referente per problemi di cyberbullismo. La fase di prevenzione, in questo modo, potrebbe diventare un caposaldo per la sicurezza dei ragazzi che si approcciano ad un mondo imprevedibile come quello delle pubblicazioni on-line.

Crediamo che il dialogo, il confronto, siano una medicina fondamentale per garantire benessere psicofisico ai ragazzi. È importante che in tutti gli ambiti in cui il ragazzo si cimenta (casa, scuola, sport…) ci sia l’attitudine all’ascolto e allo scambio emozionale reciproco.

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